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Per Caroselling dietro le quinte oggi parliamo di processo creativo con il nostro Alessandro, uno dei nostri UI/UX designer.
Ui UX design

Caroselling dietro le quinte: UX & UI design

Per Caroselling dietro le quinte oggi parliamo di processo creativo step by step e di nuove frontiere del design con il nostro Alessandro, uno dei nostri UI/UX designer. 

Lo spettacolo va in scena, tutto sembra funzionare a dovere. Ma chi ha lavorato dietro le quinte per realizzare ogni singolo dettaglio?

Continuiamo a realizzare il nostro backstage andando alla ricerca dei piccoli segreti e delle passioni che fanno dei nostri collaboratori personalità interessanti, da scoprire e da conoscere, prima ancora che professionisti da coinvolgere con fiducia. Parliamo di processo creativo step by step e di nuove frontiere del design con il nostro Alessandro, UI/UX designer.

Il kit per un UI/UX designer

Immagina un kit che contiene tutto il necessario per un UX/UI designer. Cosa contiene la tua valigia, per trasportare i tuoi oggetti indispensabili?

Nella quotidianità, ci sono oggetti di cui non posso fare a meno per il mio lavoro. Il primo e il più importante sono un paio di cuffie over ear della Sony che mi isolano dal mondo che ho intorno. La gestione quotidiana del tempo e degli spazi è molto delicata, le cuffie sono un po’ come il costume del supereroe, quando le indosso è perché ho bisogno di concentrarmi… e di solito fanno il loro dovere. Con il tempo, ho spostato tutto il mio modo di approcciarmi al lavoro prevalentemente in digitale, quindi il mouse e il mio iMac sono fedeli compagni della mia quotidianità. Il resto lo fanno alcuni software che mi permettono di tenere traccia di note, appunti, idee, spunti. Oggi dobbiamo trovare solo gli strumenti più adatti al nostro modo di lavorare: esistono talmente tante realtà e tanti strumenti flessibili e adatti ai più svariati scopi che si ha solo l’imbarazzo della scelta.

Dimenticavo: digitale sì, ma notes e penna non mancano mai.

Il processo creativo, passo per passo

Come funziona il tuo processo creativo?

Lo UX/UI Designer non è un’isola: il mio lavoro è parte di un flusso più ampio, in cui più professionisti convergono per dare un prodotto ottimale al cliente finale.

Il processo creativo è una parte fondamentale del mio iter lavorativo. La figura dello UI/UX Designer deve collaborare con gli altri per poter lavorare al meglio. Negli anni, la mia professionalità è cambiata, adattandosi a nuove specializzazioni e verticalizzazioni. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, mi occupavo di progettare, disegnare e sviluppare il codice di un sito web, quindi prendevo in carico il progetto dall’inizio alla fine. Con il passare del tempo il settore si è sempre più specializzato: oggi verticalizzarsi su un aspetto specifico è fondamentale per lavorare al meglio. Mi sono quindi specializzato sull’assetto di progettazione delle interfacce grafiche per progetti digitali.

Abitualmente il mio processo lavorativo ruota intorno a questi momenti: Conoscenza, Analisi, Progettazione flussi, Verifica, Progettazione Design, Handoff / affiancamento sviluppo

Conoscenza

Cosa: la prima fase è quella conoscitiva: conoscere il cliente, la sua azienda, le sue esigenze e i suoi obiettivi, le sue problematiche e le sue aspirazioni. E i suoi gusti.

Come: I modi di relazionarsi e entrare in contatto sono tanti: in Caroselling le prime informazioni vengono raccolte dal project manager, tramite interviste e questionario. L’ideale sarebbe incontrare il cliente di persona, passare un po’ di tempo con lui, ma visto il delicato periodo storico che attraversiamo, strumenti come call online, questionari (google form, pdf etc) permettono di avere una certa flessibilità. L’importante è capire cosa serve al cliente, capire dove si trova e dove vuole arrivare e di conseguenza comprendere come possiamo aiutarlo.

Analisi

In base alle risposte del cliente, vengono effettuate precise analisi e ricerche per approfondire il mercato in cui si inserisce il cliente. Nella fase di raccolta delle informazioni, realizzo moodboard visive utili sia dal punto di vista creativo che funzionale.

Wireframe

La fase successiva è dedicata alla realizzazione di wireframe del progetto. Il wireframe è una rappresentazione basilare di quelle che sono le singole pagine del progetto digitale. Attraverso forme basilari e testi riempiti andiamo a progettare quello che poi sarà il sito o l’App. Questa fase permette a noi e al cliente di capire quali sono i diversi flussi di navigazione e gli eventuali spazi dedicati ai contenuti.

Verifica

La fase di test è importante per capire se i flussi disegnati permettono all’utente di fare agevolmente ciò per cui è stato progettato il sito web, ad esempio: quanti clic deve effettuare l’utente per acquistare il nostro prodotto, possiamo ridurre il numero dei clic necessari? L’utente riesce con facilità a trovare il modo di contattarmi dopo aver letto la descrizione del mio servizio? Se i test danno risultati positivi, si passa alla fase successiva, altrimenti si itera il wireframe per trovare la soluzione migliore.

Progettazione grafica / creatività

La parte creativa vera e propria arriva ora, quando tutte le informazioni raccolte le ispirazioni, le ricerche fatte vengono convertite in una progettazione grafica per l’interfaccia del progetto che andiamo a realizzare. In questa fase la creatività è sbrigliata, per poi confluire negli obiettivi e nelle funzionalità individuate nelle fasi precedenti. Non c’è mai una creatività fine a sé stessa, il mio lavoro non è solo WOW!: se non facilita l’uso di un servizio da parte di un utente e non aiuta il mio cliente a raggiungere i suoi obiettivi, è completamente inutile.

Handoff/Affiancamento sviluppatori

Ultima parte del mio flusso lavorativo è affiancare lo sviluppo. Affiancare il team di sviluppo è fondamentale per procedere alla corretta trasposizione del progetto dal design a codice. Il mio lavoro finisce solo nel momento in cui il sito è andato online correttamente.

Fonti di ispirazione

Raccontaci quali sono le tue fonti di ispirazione “non tecnologiche”: quadri, film, fotografie, mostre, ma anche angoli di strada, paesaggi urbani, situazioni nella vita quotidiana?

Oltre ai canali tradizionali, nei pochi ritagli di tempo che ho, trovo ispirazione in cucina, il momento di relax che mi aiuta a scaricarmi, ma anche a pensare.

Cucino in particolare modo dolci e lievitati (pizza, pane etc).

Libri. Cerco di leggere libri su argomenti lontani dal lavoro – sono appassionato di letteratura storica, fantasy, fantascienza. Tutto ciò che mi permette di viaggiare attraverso altre epoche, altri mondi con i loro colori e le loro forme.

Pack/materiale stampato: tra le mie passioni c’è l’arte tipografica: ultimamente sto collezionando e ritagliando pack di prodotti di uso quotidiano, giornali, bollette, multe, bugiardini, tutto ciò che riguarda i testi stampati. Per farne cosa? Un progetto personale a cui sto pensando da un po’. Ad avere tempo…

 

Nuove frontiere: parole, voce, suono, realtà aumentata

Domanda da un milione di dollari: quali sono secondo te le nuove frontiere più interessanti nel campo di UI, UX e design?

Ogni anno ci troviamo di fronte a nuove tendenze, che, come in ambito artistico, sono cicliche. Prevedere cosa arriverà e soprattutto cosa funzionerà è sempre difficile. Di sicuro sta prendendo molto piede tutto ciò che concerne la parola, la voce, il suono. Fino a poco tempo fa la parola scritta spadroneggiava nei progetti digitali: oggi vediamo fiorire podcast, social network che si basano sul confronto diretto tramite la voce, musica, progetti che fanno interagire la voce, forme sono sempre più presenti.

Un progetto affascinante è Calls, prodotto da Apple per la sua piattaforma Apple TV, una serie in cui le voci di persone che dialogano vengono visualizzate, oltre che con le parole attraverso l’uso della tipografia e di forme in movimento. 

Come ottenere un forte impatto emotivo senza la presenza di “attori in carne ed ossa” e sfruttare la forza della voce per restituire le emozioni attraverso suoni e forme. 

Altri aspetti visuali che prenderanno sempre più piede sono la trasposizione in grafica di dati e numeri: con il covid le infografiche hanno invaso finalmente i telegiornali, i siti web, le bacheche social. 

Rendere visive statistiche, numeri, eventi sarà un lavoro destinato a un grande sviluppo, perché riuscire a rendere comprensibili ai più informazioni complesse  e articolate diventerà sempre di più un mestiere e “un’arte”: data visualization.

Come grandi fonti di ispirazione, voglio citare Paula Scher, Giorgia Lupi e Donata Columbro.

Un’altra tecnologia di sicuro interesse, che prenderà sempre più piede, è la realtà aumentata, applicata soprattutto a coinvolgere l’utente nell’esperienza di acquisto. Ikea, per fare un esempio, se ne serve già con il suo compilatore, che ti permette di inserire i suoi mobili nella tua stanza, aiutandoti a capire se l’oggetto sta bene nel tuo ambiente. Aziende di abbigliamento, di occhiali ti permetteranno di “indossare” i loro capi o accessori prima di comprarli, coinvolgendoti in un’esperienza immersiva.

Questo permetterà anche di trovare delle soluzioni a un problema da non sottovalutare: la mole di oggetti resi per scelte errate, misure sbagliate, colori che non piacciono etc. Potendo provare virtualmente un oggetto, la mia esperienza sarà più appagante, soddisfacente e soprattutto più consapevole.

La realtà virtuale ci affiancherà sempre di più, attraverso app e servizi online.

 

Il rapporto con i clienti

Parlaci delle tue relazioni con i clienti.

Il rapporto con il cliente è l’elemento chiave per il successo di un progetto.

Entrare in empatia, scoprire le sue esigenze, capire i suoi dubbi e cogliere le paure non dette sono elementi fondamentali per aiutare il cliente e consigliarlo al meglio.

Esseri meri esecutori delle richieste altrui non serve, non serve al cliente che ha conoscenze limitate del nostro lavoro, non serve a noi che abbiamo conoscenze limitate dell’attività del cliente e delle sue aspirazioni.

La parte di conoscenza è la prima e fondamentale tappa per il successo di un progetto, senza la quale avremo un prodotto fine a se stesso, ma non progettato e sviluppato con la massima cura.

Il cliente si affida a noi come professionisti, e noi come tali dobbiamo ascoltarlo, aiutarlo e guidarlo.

Ascoltarlo per capire chi è, di cosa ha bisogno e cosa vuole ottenere.

Aiutarlo a capire se i suoi obiettivi sono realizzabili, e con quali strumenti: guidarlo nelle scelte e nelle soluzioni. Naturalmente è necessario l’ascolto anche dal lato del cliente: ci deve essere sempre un flusso reciproco, un interscambio, un dare e avere dalle due parti.

Ci è capitato molto spesso di incontrare potenziali clienti che volevano realizzare un progetto rivelatosi sovradimensionato rispetto alle loro esigenze e ai loro obiettivi.

Dobbiamo essere professionali e dire la verità, anche quando è scomoda: se non hai bisogno di un sito eCommerce, perché i tuoi prodotti nel mercato farebbero fatica a farsi largo all’interno di un mercato, è necessario farlo presente.

Meglio non iniziare a lavorare a un progetto che realizzare un prodotto destinato a avere scarso successo.

Questo perché il successo di un progetto con il cliente è un successo professionale anche per noi: il cliente contento e soddisfatto è la prima fonte di guadagno che un professionista può avere, il passaparola è la freccia per eccellenza al nostro arco, un cliente scontento è un campanello di allarme per tutte le persone che lo circondano. 

Curare ogni cliente è fondamentale per il successo della sua azienda…  e per quello della nostra.

Grazie!

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