noi / Lettere

Come creare un logo professionale

Creare un logo professionale, come? Una serie di regole da seguire, tecniche e concettuali per ottenere risultati efficaci.

Logo, per molti una parola abusata e ormai poco sincronizzata con il design, capita nei distributori sponsorizzati sui social di loghi, su canva PRO, sui siti a gettito automatico in abbonamento, ovunque, basta avere una padronanza basilare dei mezzi e un po’ di dollari di abbonamento, ma è davvero così? È così che volete rappresentare l’anima della vostra azienda, del vostro brand?

Un logo professionale: da dove si inizia, l’approccio

Creare un logo richiede studio delle esigenze, del contesto e del settore del cliente, dei suoi competitor, dei vincoli che può avere nel suo utilizzo, nel concetto che deve esprimere e rappresentare.

Perché?  Perché lo dovrà fare per sempre!

Seguire un iter preciso è vitale in ogni progetto di design del logo. Il logo design è infatti estetica a servizio della funzione e mai il contrario. Per questo è necessario un approccio razionale e non artistico e improvvisato. Prima di tutto è vitale conoscere 1) chi sta commissionando il lavoro 2) quello che vuole comunicare e 3) a chi si sta rivolgendo.

Questa fase la chiamiamo definizione della roadmap (il percorso). Inizia con un questionario scritto dove il committente si racconta, dove cerchiamo insieme di definire gli obiettivi.

Dopodiché si passa alla ricerca: competitor, target, etc.

Definiti i paletti si passa poi alla ricerca di carattere estetico: ispirazione, creatività e tecniche che ci permettano di comunicare quello che ci siamo prefissati.

Come fare un logo

Fatto ciò si inizia a sperimentare e pian piano a costruire il marchio. Una volta definite più strade da seguire (proposte) si inizia a progettare la presentazione. Questa è di vitale importanza e deve essere impostata in modo da sviscerare tutte le idee, i problemi e le soluzioni, per poi arrivare al risultato.

Per creare un logo non basta lasciarsi prendere dall’improvvisazione. Fare un logo comporta conoscenze di strategia, marketing, grafica e design. Troppo spesso questa sinergia di conoscenze non vengono considerate come non vengono considerati gli elementi base e fondanti del logo design. Riproducibilità ad ogni livello, leggibilità, coerenza, raggiungimento degli obiettivi. È quindi necessario affidarsi a professionisti, che imparano a conoscere il vostro Brand, i vostri obiettivi, quello che dovete e volete comunicare, con coerenza, tecnica e stilistica, ma anche semantica. Con professionalità.

Perché un logo professionale

Un logo professionale rappresenterà per sempre il vostro Brand, dirà chi siete, perché fate quello che fate e dove volete essere e andare.

Nella progettazione professionale di un logo, dopo la conoscenza di tutti gli aspetti aziendali, la cosa più difficile è non perdere il focus, non dimenticare gli obiettivi e fare continui check: mi sto attenendo al brief? Sono coerente? Sto comunicando nella maniera corretta?

Dato che vi è una forte componente creativa nei processi di design, a volte si rischia di lasciarsi trasportare dall’estro creativo, dal proprio gusto estetico. Per questo è bene talvolta fermarsi e guardare il lavoro svolto in maniera distaccata e razionale.

Qual è il vantaggio distintivo di un logo design? Quali problemi risolve al cliente un logo design?

Un logo/marchio ben fatto permette al cliente di differenziarsi e di presentarsi in modo professionale. Il design del logo sarà professionale. La possibilità di venire frainteso o essere letto come poco accattivante o poco professionale è in questo caso scongiurata.

Quando chiedere un logo professionale

Purtroppo la questione a volte viene spesso affrontata tardi. Per sfruttarne appieno le potenzialità dovrebbe essere una delle prime cose che l’azienda o cliente dovrebbe commissionare, prima ancora di lanciarsi sul mercato.

A livello progettuale, questa attività deve necessariamente essere preceduta dalla strategia, dalla definizione di tutti quei parametri che non si dovranno ignorare in fase di progettazione (target, obiettivi, e via dicendo). Poi è sicuramente fondamentale il naming e il payoff, prima di passare al logo design, a meno che questo non sia già stato definito.

A cosa prestiamo più tempo e attenzione?

Tutte le fasi sono essenziali e rilevanti allo stesso modo. Nel nostro caso dedichiamo particolare attenzione e cura al concetto, il legante dell’intero progetto, e alla presentazione.

Potremo aver progettato il marchio più bello del mondo, ma se non lo presentiamo correttamente rischiamo che il valore non ne venga percepito e avremmo quindi fallito nell’intento di aiutare il nostro cliente.

Come si fa a capire quando è il momento di un restyling del logo?

Sicuramente quando ci si rende conto che questo non è efficace o che non è ben fatto (anche tecnicamente).

Un marchio preparato in maniera scorretta può causare molte problematiche. Oppure, più semplicemente, quando ci si rende conto che è passato molto tempo e il marchio risulta ormai obsoleto e inadeguato.

Quale rapporto ha il logo design con altri elementi della brand identity (es. naming e payoff)? Come si relaziona con loro?

Tutti gli elementi di branding dovrebbero essere interconnessi e legati a un unico concept cardine. Siamo anche convinti che debba essere un unico team a definire tutti questi aspetti con un lavoro svolto in sinergia, per ottenere un risultato più coerente e professionale possibile. Un risultato finale diverso da queste premesse ne soffre sempre le conseguenze.

Quando un logo è ben progettato?

Le caratteristiche principali di un logo/marchio ben fatto sono: coerenza, corretta esecuzione tecnica e semplicità.

  1. Coerenza perché bisogna sempre fare riferimento all’idea cardine e agli obiettivi che ci siamo posti.
  2. Corretta esecuzione perché un logo, ad esempio, non vettoriale non può essere riprodotto in molte circostanze.
  3. Semplicità perché un logo deve essere leggibile, memorabile e se si presentasse troppo intricato potrebbe dare risultati negativi in produzione (ad esempio se riprodotto in dimensioni ridotte).

Esistono dei limiti strutturali nella costruzione di un logo?

Un logo deve essere semplice (non avere troppi elementi/colori) per permetterne la riproduzione su tutti i supporti necessari. Se ad esempio progettassimo un marchio intricato e complesso e ci venisse poi chiesto di brandizzare una penna biro ci troveremmo in seria difficoltà. Un altro esempio potrebbe essere quello dei colori. Un logo molto colorato potrebbe non funzionare se portato in scala di grigi o se ridotto a un colore. Un marchio ben fatto DEVE essere sempre riproducibile a un colore. Se infatti volessimo, ad esempio, applicare una verniciatura UV che segua la forma del logo sulla cover di un catalogo, avremmo bisogno di un tracciato semplice e leggibile anche a un colore.

Quali sono le cose che apprezzano di più i clienti in un logo?

La chiave è la contestualizzazione. Il cliente spesso non è in grado di apprezzare un marchio ben fatto senza che questo sia presentato nel modo corretto e senza che questo venga applicato in simulazione su vari supporti. Ed è perfettamente normale che sia così, quindi è compito di noi designer costruire un mondo intorno al marchio che stiamo presentando, applicandolo a vari materiali come se lo stessimo facendo nella realtà.

Parliamo di Brand