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Alla comunicazione serve la parolina mondo che è BRAND. I consumatori sono intelligenti, sgamati e vi fanno le pulci, non avete scampo.
consumatori intelligenti

I brand dialogano con i clienti come se fossero idioti.

Eppure il “mercato, i brand sono conversazioni”: quanti decenni sono che lo diciamo?

“Il consumatore non è stupido, il consumatore è tua moglie!” David Ogilvy

È in corso un rapido e rovinoso crollo, grazie a un livello di comunicazione che si allinea verso il basso, fino alle istruzioni domatore gabbia all’interno di una gabbia di animali da pochi neuroni ciascuno.

Ma voi i neuroni li avete vero?

Le capacità di confronto anche, vero?

Siete oramai sgamati, vero?!

Io credo nel consumatore intelligente. Che sa che può comprare ovunque senza un’anima, ma che forse, ORA, prima di tirare fuori la carta di credito la sta cercando dietro un prodotto, ci sta cercando un mondo.

Ci hai mai pensato?

Il consumatore è ora in grado di capire, sì, te lo dico io:

  • se hai fatto un ecommerce tanto per buttar su cose a casaccio e vendere digitalmente anche tu-tu-tu, senza strategia, investimenti, senza posizionamento, magari con il primo template a disposizione e foto alla bell’é buona.
  • il consumatore lo sa che quell’ecommerce l’hai pagato meno delle vetrine del tuo negozio, anche perché non trova nulla e non funziona un cazzo! E quindi, gira i tacchi e se ne va (vedi frequenza di rimbalzo se hai analytics).
  • Scordati di infinocchiare il tuo consumatore, lui sa tutto! E appena si accorge che tu sei il milionesimo uguale agli altri, spenderà per altro, per un’emozione, anche una! E dio mi sia testimone di quanto sia difficile trovarne! E di quanta verità ci venga nascosta tutti i giorni per proporci il solito omogeneizzato da mandar giù senza denti.
  • Il consumatore lo sa, e ti sgama, ti punisce e fa bene, fattene una ragione.

I social sono una carrellata di post intercambiabili, gli ecommerce le figurine di “ho già indovinato chi”.

Pensi che il tuo consumatore non se ne accorga? Che non sappia che altrove la personalizzazione assistita ha quasi dell’intelligente? Che il servizio cliente sempre risponde presente e non è un bot che non capisce neanche c-i-a-o detto piano? E che comunicare non è mettere il primo plugin messo a caso dai social che non sai come funziona?

Lo capisci quanta frustrazione c’è davanti ai soldatini di template buttati online durante la pandemia senza criterio e chiamati “ecommerce” con la promessa della o del marketer di turno di vendere? Senza contare la frustrazione di chi aveva creduto nella svolta!

E allora? Brand Brand e ancora Brand!

Ora le promesse cadono come birilli (o come le palle), perché se non hai un’anima, puzzi come la testa di un pesce elettronico.

Il consumatore è intelligente, ha i miei e tuoi stessi dubbi, lascia, se non capisce dove cliccare.

E ancora il cliente che chiede cos’è la UX cos’è la UX cos’è la SEO!

O peggio ancora io ce l’ho io ce l’ho e invece non hai niente, la tua agenzia ti ha fregato e ti hanno solo promesso un altro paradiso da deflorare ma in cui non c’è né un ombrellone e né sufficiente alcool. Mi spiace.