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Il content design è una parte del tutto: l'incontro fra i contenuti e il loro design è magia e promuove l’integrazione delle discipline.
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Content design: l’esperienza diventa spaziale!

Disegnare l’intelaiatura dell’informazione e il suo contesto è fondamentale per dare all’utente la percezione visiva e cognitiva dei contenuti, per andare dritti al motore dei suoi bisogni, che esso ne sia consapevole o meno.

I contenuti sono un’esperienza connettiva

Come connettivo è il tessuto che mettiamo in gioco quando il nostro occhio si posa su uno schermo gerarchizzato i contenuti sono prima di tutto un’esperienza connettiva.

La gerarchia è cruciale e aiuta il processo di diversificazione di importanza in una gradazione più o meno sottolineata, inizializzando i processi neurologico-visivi dell’utente per un’assimilazione immediata (per quanto non immediatamente considerata) in un flusso coerente e indici/zzato di bisogno-risposta.

Nel panorama digitale il content designer si deve evolvere in modo strategico a seconda delle risposte, l’esperienza dell’utente si allunga e si trasforma, diventa spaziale, più di quanto si riesca a percepire nel campo visivo, diventa cognitiva, e desiderio e bisogno si localizzano e si allineano come in un mirino in una posizione precisa all’interno del sito, in una forma esatta, in una gerarchia calcolata.

Gerarchia, disposizione e grandezza dei font, strategia, scrittura e posizione dei contenuti, architettura spaziale degli stessi all’interno della user experience e naming di menu contribuiscono a scalare (letteralmente a rendere in scale diverse di rappresentazione) i contenuti a seconda della percezione necessaria all’interno del contesto e a renderla più leggera e funzionale calpestando l’analitica frequenza di rimbalzo.

Architettura visiva: disegno dei contenuti

L’architettura visiva lascia sempre un’impronta che lo vogliamo o no, predice i passaggi, li canalizza per importanza costruisce un mentaculus dove nulla è lasciato alla matita della memoria ma rimane indelebile, a prova di gomma cognitiva.

La memoria visiva è il graal che ci permette di stabilire gusti, impressioni, ritorni, desiderio e promessa, per una filosofia che disegna un’esperienza totale.

Il content design senza forzature è preciso e consapevole, è un gioco di sottrazione e addizione, è disegno, misura, equilibrio, pathos.

L’incontro fra i contenuti e il loro design è magia, gioco di medium, incanto che si crea fra gli occhi e il cervello, fra i nervi ottici e la possibilità di farci stupire da una nuova composizione condivisa.

Laddove le colonne di parole appaiono barriere invalicabili la semplicità e la grazia abbattono le mura, accolgono per mano l’utente, stanza per stanza, zona per zona, pagina per pagina, in un link park esperienziale del viaggio nel contenuto.

Il content design

Il content design è una parte del tutto. In Caroselling guardiamo tutti nella stessa direzione in un unico flusso coordinato di confronto, di andate e di ritorni, che promuova l’integrazione delle discipline. Noi scegliamo di lavorare così, perché sentiamo e pensiamo che questo sia il modo giusto di affrontare ogni progetto, e il content design ne è sicuramente una parte fondamentale.

Lo crediamo, e ve lo diciamo.