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Le visioni di Storm Thorgerson

Storm Thorgerson e le sue visioni. Inizia con David Gilmour, con i Pink Floyd e poi inonda ogni nostra prospettiva visuale.

Visionario instancabile, di midollo britannico, di matrice surreale, fondamentalmente fotografo fuori fuoco di realtà, di pratica insaziabile e infaticabile, questo fu Storm Thorgerson.

L’approccio del suo studio Hipgnosis è fatto di design visuale partorito dalla fotografia freudiana, usata per scavallare barriere di logica dai nostri cervelli e raggiungere direttamente la nostra corteccia cerebrale su cui schiantarsi. Dal vanity all’URL, dall’ascolto al Visual.

Hipgnosis, comprendeva, oltre a Storm Thorgerson anche Aubrey Powell. Studenti di arte e cinema, costruirono la prima camera oscura di proprietà nel bagno di Powell nei primi anni Settanta. Nel fucking 1973 partorirono la migliore copertina di tutti i tempi per i Pink Floyd: The Dark Side of the Moon.

Ok. Ok.

E cosa succede quando la fotografia sfregia la poesia in faccia, quando prende a calci la psicanalisi, quando ci raggiunge attraverso impervi sentieri pronta a stupirci in modo indecoroso?

È un piacere che fa rima con braciere, è quella bellezza possente e ingombrante di cui parlavano i grandi (il Dosto, Ettore S., etc.), è quella cosa misteriosa mista a stupore pelle d’oca e lacrime che sai essere solo tua ma non è così, non è tua, è come un riff che si ripete e che non ti lascia dormire, è quello che vorresti fare tu stesso per poter raggiungere il briciolo d’eternità che credi ti spetti, eppure va bene così, basta goderne, basta assimilarne il cinemato/grafico inconscio e musicale che zampilla come una sorgente appena scoperta.

Ed è sempre come il primo giorno della tua, e della sua nascita, come la prima ora, come il primo pianto.

È la nascita del concetto di bello che si fa strada sghemba e bellissima fra l’autostrada di alberi e concetti simmetrici che siamo, è il design che emoziona, è quello che definiremmo bello e al contempo pericoloso, inconsciamente nostro, paralitico nel nostro mondo parallelo di coscienza deturpata. E degno di turbamento come una preghiera da ultimatum, come l’estrema visual unzione che ha a che fare con mondi a noi sconosciuti che noi vogliamo rimangano tali. E amen, così sia.

Parliamo di Graphic Design
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