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Lo sky-line come linea di demarcazione spazio-forma

Architettura di funzione e di forma, design contro la funzione per l'assolo della forma, contesto e decontesto, una riflessione.

In Maniera di pensare l’urbanistica Le Corbusier dice «La tecnica ha ampliato i confini della poesia; non ha ostruito gli orizzonti, né ucciso, né ucciso lo spazio, né imprigionato i poeti. Con la precisazione dei suoi strumenti d’indagine, essa ha dischiuso dinanzi a noi spazi fantastici, ha aperto al sogno i mondi stellari e la vertiginosa profondità della vita sulla Terra; in ogni istante, dall’avanzata della tecnica scaturiscono sogno e poesia».

La forma segua la funzione di Louis Sullivan vs La forma segue il fiasco di Peter Blake

La forma come manifesto, il manifesto come disprezzo. Se la funzione architettonica è stato l’unico elemento in grado di perdurare e contribuire alla stessa definizione di archi texture, il postmoderno irrompe in questa forma d’arte e ne fa esplodere rette spigoli e diagrammi sociologici inchinati alla funzione e allo scopo. Il disgusto dei razionalisti per il decostruttivismo ne è, banalmente una, prova. Il “gesto” come atto senza padrone né memoria irrompe allora per accartocciare e piegare la forma allo slancio, senza precedente manifesta iperstatica programmazione. Il consenso si fa popolare, muto, puramente soggiogato dall’occhio, servile come un colpo d’occhio. La scultura del gesto irrompe nello spazio e si eleva con distacco dagli allineamenti e dai posizionamenti a sud delle zone giorno dell’intelletto. La trasparenza della pelle degli edifici funzionali dove ogni funzione e spazio ad esso correlato è quasi immediatamente visibile ad uno sguardo accorto esterno è abbandonata e ricoperta di densi strati di metallo e discariche di sogni a cuneo. Archiviati i triangoli nascono monodosi di dissesti di archi a tutto sesto. La riflessione sul progetto da anteriore si catapulta a posteriore a servizio dello “spettatore-fruitore” in queste opere architettoniche come sculture a cielo aperto, cinema degli spazi, lesione delle infrastrutture della Modernità.

La funzione e lo scopo allora divengono completamente asservite alla forma, all’istante, cassando ogni moto critico che non sia una critica verso tutto il modus operandi dell’intera architettura assassina di modernità.

Fanculo il contesto! Rem Koolhaas // OMA

OFFICIAL TRAILER FOR ‘REM’ DOCUMENTARY from tomas koolhaas on Vimeo.

Le evoluzioni volgono dal classico all’espressionismo con incursioni subitanee nello sky-line dei cieli metropolitani. Orientamento del lotto, bisogni primari e alliena-menti delle facciate esplodono in faccia alla coerenza di forme e cortine edilizie. Spaccio e Dispaccio di gesti coesistono fra le rovine storiche della tradizione. Lo scontro fra funzione e forma avviene senza mediazioni lasciando macerie sull’asfalto delle speculazioni e schiacciando il pedale dell’acceleratore sulla decontestualizzazione.

Ogni manifesto di concetto è unico e univoco. Cade la padronanza di ogni impianto di pianta e il prospetto dell’edificio si scaglia come una sassata sugli edifici circostanti adombrati di rigore. L’architettura estrema piega i prospetti ne fa mostri di grazia e metallo rompendo ogni tessuto urbano circostante. E allora veramente Tutto diventa teorizzabile consacrando il caos come un’insulsaggine o come una meraviglia dell’occhio dalle prospettive antropiche. Il tessuto frammentato diventa un esploso che si conficca nel cielo estremizzando un espressionismo magico delle strutture, delle lamiere pressopiegate come passaporti per il cielo, sconfinando dogane e frontiere, guardando avanti e nel vuoto senza paracadute nell’annientamento del significato secondo i canoni precedentemente teorizzati.

Non v’è ordine o disordine.

Si tratta soltanto di assecondare il futuro.

zaha hadid architects’ daxing airport with the world’s largest terminal opens in beijing from designboom on Vimeo.

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