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Una guida di stile è sempre una questione di stile

La guida di stile dei contenuti fornisce una guida: un bagaglio coerente che deve contenere i fondamentali della tua comunicazione.

L’hai notato e ora non puoi più non farci caso. C’è qualcosa che non va nel tuo modo di scrivere. O nella tua immagine. Nel modo in cui ti esprimi.

D’altronde lo dicono anche i Ghostbusters: se c’è qualcosa di strano, chi chiami? Per noi la risposta è una guida di stile dei contenuti.

L’importanza di chiamarsi “guida di stile”

La guida di stile dei contenuti, come suggerisce il nome, fornisce una guida a chi deve maneggiare i contenuti. Più che uno di quegli opuscoli che i turisti tirano fuori per sapere di più su un quadro o un palazzo, a noi piace vederla come un bagaglio che contiene i fondamentali della comunicazione. Sì, proprio come quello zaino che tieni sempre pronto per ogni occasione e che riempirai con la tua maglia del cuore, le scarpe più comode e un ombrello in caso di pioggia.

La guida di stile dei contenuti è un documento (molto simile a un manuale) che raccoglie regole, indicazioni e consigli da osservare quando si tratta di produrre contenuti per un brand. Diventa un elemento indispensabile e il miglior amico di content manager e designer quando bisogna mantenere, come la migliore delle promesse, quelle qualità inalienabili, quel tono di voce e quello stile che solo il tuo brand sa comunicare – anche su tanti canali diversi. Nel nome della tua immagine coordinata, testuale e visiva.

Guide di stile. Partiamo dai fondamentali

Una buona guida di stile deve contiene la tua unique selling proposition (USP) e gli attributi di valore, il tuo perché (come dice Simon Sinek, quello che ispira le persone e che le lega al brand) e il tuo pubblico – e questo funziona se viaggi leggero.

Se vuoi partire sicuro, metti anche delle indicazioni formali di stile: possono riguardare il lessico, la lunghezza, il tono di voce, gli argomenti da toccare o meno, una moodboard che riflette la scelta iconografica e fotografica e che rappresenta la tua controparte visiva. La cosa importante è, e qui torniamo ancora una volta al nome, fornire una guida (e non imporre un diktat) che possa far esprimere chi lavora per il tuo brand in modo libero ma lungo un percorso già tracciato.

Altra cosa: è fondamentale dare degli esempi pratici che evitino dubbi, incomprensioni ed errori, e ancora presentare una grande varietà di opzioni tra cui scegliere; al tempo stesso bisogna essere specifici e permettere alla tua guida di essere sostenibile – e quindi di crescere e di evolversi in futuro.

Il giusto punto di consistency

C’è una parola in inglese che mi fa impazzire ed è consistency. La consistency, devi sapere, è la chiave di ogni contenuto prodotto con il benestare di una guida di stile.

La traduzione italiana è coerenza, ma credo si porti via tutto un mondo che un solo termine non può condensare. Un mondo di contenuti uniformi e armonici all’interno di una struttura complessa. Un mondo di contenuti compatti e compatibili tra loro, solidi a tal punto da risultare inattaccabili.

Sono contenuti pubblicati frequentemente che non perdono smalto e confermano, di volta in volta, la loro qualità intrinseca. Creano autorità e fiducia, rendono subito riconoscibile il brand che attraverso quel testo, foto o video si manifesta e prende voce. Attraggono, si posizionano, richiamano. E sono premiati.

Per noi è una questione etica più che di business: conoscere chi c’è dall’altra parte (il brand e il suo target) e come si rapporta con i contenuti, fare le domande giuste, approfondire, strutturare, poi scrivere e disegnare. Una guida per i contenuti, in fondo, non è mai un cosa ma un come e perché, un processo invece che un risultato, un input piuttosto di un mero output.

Sì, anche questa è una questione di stile.

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