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Le mosse giuste, i colpi tennistici vincenti, per migliorare l'esperienza utente (UX) del cliente che vuole acquistare sul tuo eCommerce
migliorare la user experience del tuo ecommerce

Le mosse giuste per migliorare la user experience (UX) di un eCommerce

Questa lettera parla di eCommerce e di UX, certo. Ma anche di tennis.

Qualche giorno fa un amico mi ha raccontato che sta imparando questo sport. Me la sto vedendo coi fondamentali tecnici, mi dice. Sportivo da una vita, nel tennis riconosce dei pattern che si ripetono e che sono assimilabili alla neuroscienza, soprattutto per la capacità di gestire le emozioni.

In modo simile, nel design e nella progettazione di esperienze digitali, esistono pattern e best practice profondamente radicate nelle neuroscienze e che costituiscono i fondamentali per migliorare sensibilmente la user experience. Vediamoli come si muovono su un campo di gioco preciso: l’eCommerce.

 

Il diritto: un eCommerce con categorie comprensibili

Il primo fondamentale si basa sul buon senso: una navigazione piacevole di un eCommerce si traduce in una ricerca facilitata dei prodotti che gli utenti vogliono acquistare, ancor più se lo store ha tanti articoli.

Il primo passo è individuare quelle categorie che riflettono davvero i modelli mentali dei tuoi utenti: ovvero, dove si aspettano di trovare il prodotto, senza sforzi, frizioni, interruzioni. Oltre a testare le categorie sui tuoi utenti reali, prova a ridurre il range di categorie, ragiona per macro e sub-categorie e usa termini familiari, immediati e comuni per le label.

E se un prodotto sta in più categorie, attribuiscilo a ognuna di esse: in questo modo l’utente lo troverà più facilmente.

 

Il rovescio: una product list che invoglia e rassicura

Un eCommerce ricco dà sempre una buona impressione all’utente: qui troverò sicuramente qualcosa che fa per me, si dice, pieno di speranze. Tuttavia se in uno store ci sono troppi prodotti, l’experience potrebbe risultare soffocante e l’utente si scontrerebbe con il proverbiale paradosso o imbarazzo della scelta.

Una buona mossa è sfruttare le potenzialità della product list e della product preview aggiungendo delle informazioni per aiutare l’utente a prendere una decisione. Se si tratta di un eCommerce di moda, potrebbero essere prezzo, taglia, colore, tipo di modello. Se si tratta di un eCommerce di cibo, potrebbe essere peso, prezzo per chilo e l’icona “aggiungi a carrello”.

Scegli queste informazioni in modo oculato: saranno loro a invogliare l’utente a proseguire l’esplorazione.

 

Il servizio: una product page facile da scorrere

Con la product page la palla è tua: cerca di non farla andare a rete. L’utente sta decidendo se comprare o rimandare l’acquisto del prodotto che stai presentando. La struttura della product page deve essere ben riconoscibile, ricalcare modelli familiari e prevedere il comportamento e i pensieri dell’utente.

Nonostante una formula unica non esista, il nostro consiglio è adottare una doppia lettura delle informazioni: quelle più importanti per l’acquisto dovrebbero occupare il primo posto, i dettagli e lo storytelling possono trovare spazio in un secondo momento per non affollare troppo l’overview. In questo modo abbraccerai due tipi di utenti: 1) chi ha bisogno delle informazioni principali e 2) chi invece vuole sapere tutto per procedere all’acquisto.

 

La volée: un checkout senza la minima distrazione

Non so voi, ma nel momento di checkout l’ansia mi sale: dopo aver navigato, cercato, trovato, scelto e messo nel carrello, ora vorrei che tutto si concludesse nel modo più liscio possibile. Eppure, a volte, non è così. Il risultato? L’abbandono del carrello.

Spesso vediamo cose che voi umani non potete neanche immaginare: tante operazioni di checkout racchiuse in un’unica pagina lunghissima, checkout nascosti da pubblicità e correlati, registrazioni obbligatorie. I nostri consigli: frammentare il processo di checkout in più step per ridurre il carico cognitivo e permettere un avanzamento più graduale e comodo, renderlo possibile sia a utenti registrati che ospiti, mostrare un riassunto chiaro dell’ordine a ogni step.

 

Il match-point: design-first o copy-first?

Il punto decisivo dell’intera partita: per progettare un’ottima user experience per un eCommerce dobbiamo partire dal design (la progettazione, mica la grafica) o dai copy (i testi, contenuti)? 

Per noi di Caroselling – ma siamo in ottima compagnia – tutto nasce dai contenuti: perché, se ci pensi, nessuno compra un prodotto da un eCommerce figo ma con dei testi pietosi.

Dopo aver perimetrato i bisogni e le aspettative dei tuoi visitatori, potrai esprimere la tua value proposition con dei contenuti trasparenti, chiari, diretti. E convincenti.

Noi ci siamo, ora la palla passa a te. Scrivici – o dicci qual è il tuo tennista o la tua tennista preferiti. Poi raccontaci del tuo eCommerce e dei risultati che vuoi raggiungere.