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Payoff. Trovare il filo giusto nelle trame narrative

Come lavoriamo al payoff del tuo brand con te. Troviamo il payoff che ti definisce e soprattutto annulliamo la fuffa.

La brand identity prima di diventare tale, si specchia davanti a sé. Il nostro compito, noi che lavoriamo a un tuo naming, al tuo logo e al tuo payoff, è quello di cogliere riflessi e corrispondenze all’interno del tuo mondo. E scegliere il filo giusto.

Il tuo payoff e tutte le bombe disinnescate

Quando ci mettiamo all’opera per modellare il tuo payoff, ovvero quella frase che diventerà l’ombra del nome del tuo brand e che lo accompagnerà fino a che restyling non li separi, facciamo come prima cosa un lavoro di scrematura. Alla fonte, un questionario che ti facciamo compilare per iscritto e che ci aiuta in una delle cose più semplici eppure complicatissime: conoscerti, capire chi sei, dove vuoi andare.

Capire chi sei comporta anche sapere cosa NON sei

Eccolo il lavoro di scrematura: eliminare prime impressioni, false piste, leggere tra le righe, sottolineare la ciccia. E disinnescare bombe. Sì, proprio così: tagliare i fili che non servono e scegliere i fili buoni. Disinnescare la creatività di pancia, mettere la modalità muto su certe derive ego-maniacali e far parlare solo le informazioni. Categorizzandole.

Filoni concettuali, i genitori del payoff

Analizzare il questionario vuol dire iniziare a cogliere i riflessi di cui parlavamo all’inizio: far emergere la tua identità dalle tue parole e far combaciare, in un processo di perfetta uguaglianza, il brand raccontato da te al brand con la sua forma migliore.

Usiamo il metodo del card sorting (tipico dello UX Design e che si traduce in “fare ordine tra le carte”), un esercizio molto utile per trovare i filoni concettuali e narrativi a cui diamo un titolo o un argomento, per raggruppare le tue risposte secondo temi affini e similitudini e in maniera logica e intuitiva.

In questo modo è come se andassimo a rintracciare l’albero genealogico del payoff per il tuo brand: ti diciamo “è da qui che discendi, ecco le tue origini”. Immaginali così, i filoni concettuali: non sono altro che i genitori del payoff, la loro genealogia. E noi siamo per le famiglie allargate: i filoni non saranno mai solo una coppia, alla stregua del genitore 1 e genitore 2, ma saranno almeno 5 o 6.

Dal payoff alla mission in due giri di Rolex

Siamo quanto di più diverso dalla classica agenzia che crea hype intorno al brand per sfruttare un trend.

Crediamo in una cosa: un payoff che formalizza e mette in chiaro i filoni narrativi di cui è figlio sa offrire molto di più. Ti restituisce un’istantanea definita di ciò che sei e dei macro-temi su cui poter lavorare in una fase di comunicazione con-seguente al branding.

In questo modo cade quella coltre di fumo e mistero attorno al payoff e con lei quella distanza siderale tra creativo e cliente.

Anche questa è una scelta di strategia e di comunicazione che racconta molto di noi e di come vogliamo lavorare con te.

Scrivici ora, noi siamo qui.

Parliamo di Brand identity
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