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Sito Web: il cuore sta nel mezzo, tra business e utente

Sito web: tante strade portano al cuore del tuo business. Scopri quelle giuste per i bisogni dei tuoi utenti e cosa c’entrano le castagne e i porti sicuri.

Quando ero piccola, con la nonna, andavo in un posto chiamato la selva a far castagne. Qualche giorno fa, in vacanza, ho sbagliato strada. Mi sono trovata in uno slargo, i colori autunnali a strapiombo sulla vita e tanti ricci chiusi, quasi a dirmi “io ci sono: aprimi”. E mentre scendevo dall’auto e mi precipitavo a far castagne, ho cominciato ad aprire quei ricci con le scarpe. Come mi ha insegnato la nonna. E dentro la testa cantilenavo “riccio spinoso dal cuor generoso, mi trovo in montagna mi chiamo castagna.” E da lì ho capito il nome del cane di Sissi Babcock, il mio personaggio preferito della sitcom La Tata e del perché voglio costruire siti web che abbiano cuore e non siano soltanto una vetrina.

Un buon business ha bisogno di essere ricordato, di dare qualcosa di proprio agli utenti, di essere gentile, di essere amato. E poi, solo alla fine, potrà far soldi.

Come le castagne.

Sito web: nient’altro che pezzo di heartset

Tempo fa ti ho raccontato cosa intendevo per heartset.

Te lo riassumo qui, così che puoi capire meglio il resto del discorso che sto facendo e non pensare che sono una pazza che paragona i siti web alle castagne senza un motivo.

L’heartset è un ecosistema vivo e palpitante di vision, mission, relations e identity. Non si ferma più al sito web, alla palette colori, al logo. Si fa branding liquido che coinvolge ogni canale utile all’utente a raggiungere il cuore del brand senza costrizioni e catene. Libero di andare come e quando vuole, tanto avrà sempre una casa dove tornare. Un porto sicuro, dove esperienza, etica e relazioni sono gli approdi che troverà spalancati per il consumo consapevole dei tuoi prodotti o servizi.

Il sito web del tuo business è fisicamente il porto dove un utente approda con un’esigenza specifica.

Che voglia informazioni sull’orario di apertura dei tuoi uffici, che voglia conoscere i servizi che offri, che voglia conoscere la storia del tuo prodotto perché vuole capire se il tuo mondo coincide con il suo, l’utente arriva a te perché ha una domanda da soddisfare a cui serve una risposta. E non ne vuole una vaga: vuole proprio quella che serve. Senza se e senza ma. La risposta deve essere precisa, puntuale, decisa. Il tempo è poco e hai solo 3 secondi per fare una buona impressione.

Come le castagne: guardi la dimensione del riccio, lo scarti, conti le castagne e vai avanti. Se sono piccole, le scarti. Se sono bucate, le scarti. Se sono schiacciate, le scarti. Insomma, più facile scartare che restare.

Pomi d’ottone e manici di scopa

Non ho mai visto questo film eppure so che c’entra qualcosa con il tuo sito web. Il suo titolo. Del film, non del sito. Mi ricorderei il titolo di questo lungometraggio tra mille. E devo dire che ripeterlo ad alta voce mi mette pure di buon umore.

Che ragionamenti sto facendo? Prima le castagne, adesso film vecchi come le montagne. Semplice: sono ricordi positivi. Sono esperienze positive. Più il tuo sito web fornirà la giusta informazione in un dato momento per un’esigenza specifica all’utente più questo avrà un buon ricordo di te.

I giapponesi lo chiamano umami.

L’umami, nella cultura gastronomica mondiale, è il quinto sapore che possiamo percepire. Il concetto italiano che più è vicino a quello giapponese è saporito. Un sapore che sa di infanzia, che profuma di indimenticabile, di insostituibile. Come le castagne cucinate dalla nonna tra le fiamme del camino. Quell’odore pregno di autunno e di qualcosa di unico.

Ecco, il tuo sito web deve essere pieno di umami, pieno di sapore, capace di rievocare – anche a distanza di tempo, nel cuore e nella mente dell’utente una nota positiva.

Io Pomi d’Ottone e Manici di Scopa non l’ho mai visto ma so che mi ricorda l’autunno, l’infanzia e le castagne.

E il tuo sito web dovrebbe essere questo: risolvere un problema, rendere l’esperienza dell’utente saporita. E, ancora, raccontare una storia che permetta all’utente di restare, ascoltare tutto ciò che hai da dire addormentarsi e svegliarsi sapendo esattamente dove si trova senza l’ansia di dover spiegare perché.

Se dai al tuo utente la possibilità di prendere i suoi vestiti la mattina dopo, di non doversi giustificare per non aver chiamato eppure aver creato in lui la voglia di tornare anche il giorno dopo e quello dopo ancora, hai vinto.

Racconta una storia vera sul tuo sito web

La solfa è sempre la stessa quando parli con mia nonna: le sue nipoti sono le migliori. Chi si è laureata. Chi spicca nel lavoro che fa. Chi si distingue per la prole. Insomma, tutte perfette.

Poi ci sono io: sì, ha studiato; sì, ha una famiglia; sì, è una brava ragazza. Poi arriva la frase che ti spiazza e ti fa capire che, sotto sotto, sono la sua preferita: “Come porta lei il nome mio non lo porta nessuno: stessa testa, stesso carattere, solo che è un altro mondo.”

Mia nonna, insieme alla saggezza delle castagne, mi ha anche insegnato che è davvero inutile sforzarsi a raccontare una storia che emozioni a tutti i costi. Quello che vince è la verità. Quella vera, nuda e cruda. Magari un filo di trucco nelle occasioni migliori: mia nonna utilizzava un color cremisi e porpora anche quando doveva incontrare quel riccio spinoso giù nella Selva.

Ti svelo un segreto: gli utenti sono stanchi dei siti web tutto design e niente contenuto o tutto contenuto e niente design. Gli utenti sono persone e in quanto tali sono attirate dalle storie che stendi al sole, non a quelle che ti tieni stretto nel cassetto dei calzini.

Mostra le tue occhiaie, business! Quelle che ti si formano quanto tiri fino a tardi per completare un preventivo, per le riunioni che vanno oltre l’orario di cena. Mostra anche i premi ma fallo con umiltà. Racconta chi ha fondato la tua impresa ma non la storia della tua famiglia.

Ma come, hai detto di raccontare la storia nuda e cruda. Sì, ma ho aggiunto: con un filo di trucco. Già, anche una storia può essere raccontata in modo strategico, anzi funzionale al proprio business in modo semplice.

Racconta quello che serve ai tuoi utenti, non quello che piace a te.

Cosa possono imparare da un tuo fallimento? E da tuo nonno che ha fondato l’impresa di famiglia? E dai tuoi servizi raccontati così come sono?

Racconta il giusto, quello che serve per rispondere a quelle domande che si fanno gli utenti. Non andare oltre, annoieresti. Anzi, l’utente è già andato via e stai parlando da solo.

Le storie sono come le castagne: per trovare quella giusta, devi pungerti con le spine di tanti ricci, scartare le sorelle malaticce, cercare quella senza buchi. Nessuno ha detto che è facile.

Sito web: che si fa?

Hai capito che il centro del tuo business è il sito web. Hai ragionato sul fatto che se riesci a dare quello che vuole all’utente forse riesci a essere saporito e hai lasciato un buon ricordo. Bene, poi hai compreso che l’utente ha bisogno di ragioni per restare e hai deciso di raccontare (con il giusto modo e i contenuti più adatti) la tua storia.

Come si traduce questo, operativamente?

Semplice, studia il tuo utente in modo tale da comprendere quali strade di esigenze potrebbe intraprendere. Crea piccole strade di mattoni gialli per portarlo esattamente dove deve andare senza dargli la possibilità di perdersi nel bosco. Restituisci l’attenzione che ti ha dato con risposte precise, storie asciutte e contenuti utili. A quel punto capirai se è pronto a diventare un cliente.

Ti faccio un esempio semplice.

Io vorrei che il tuo sito web di yacht di lusso profumasse di salsedine, vorrei sentire le onde che sbattono contro le chiglie, vedere che mi proponi tanti posti da scoprire. Un sito del genere potrebbe avere tre strade:

  • una che porta direttamente alle sales page degli yacht (per quegli utenti che vogliono conoscere immediatamente prezzo, caratteristiche, come acquistare);
  • una che porta a un blog dove racconto quante mirabolanti isole spiagge cose case posso fare e vedere a bordo di uno yacht di lusso (qui la strada è quella dei sognatori: non potranno – forse mai, acquistare uno yacht di lusso ma ne avranno un buon ricordo e si otterrà sempre una reputation positiva per il brand. Donare senza ottenere (direttamente) ci sta);
  • una che porta a piccoli racconti da cambusa, come le schede degli yacht ma più discorsive, la loro storia, quella degli armatori e delle destinazioni, guide da poter scaricare per organizzare una vacanza in yacht o all’acquisto (la strada in questione è quella per chi o non è proprio convintissimo e si vuole informare prima o anche per sognare e basta, vedi strada precedente).

Prendi in mano il cuore del tuo business e trasformalo in vita. Lo senti l’odore delle castagne sul fuoco? Ecco. Ci sei riuscito. E se non vuoi farlo da solo, scopri come possiamo aiutarti!

In copertina il nostro progetto per The Yellow Peg
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