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Per un social media manager più umano, più vero

Crediamo che scrivere sui social possa essere un’arte e che, come tante cose che si trovano su Internet, possa illuminare e nutrire le menti.

Crediamo in un Rinascimento dei social.

Crediamo che scrivere sui social possa essere un’arte e che, come tante cose che si trovano su Internet, possa illuminare e nutrire le menti.

Sì, anche se si parla di un brand. Perché cos’è il brand se non pezzo di vita e argomentazione filosofica?

Etica verità e dignità

Per questa rivoluzione umanistica, ripartiamo dai fondamentali: dal social media manager, l’essere umano al centro del cosmo social. Diamogli eccellenza, dignità, conoscenza.

Diamogli un tono di voce pieno di sfumature, che sia inzuppato di empatia, che non mi parli di “disagi” o di “problematiche” ma dica, nero su bianco, che ci sono stati degli errori. Che possa affrontare le emergenze come farebbe un vero Mensch: rispondendo con rispetto senza mai ergersi a eroe solo perché rappresenta un brand e può permetterti il lusso di non rispondere o di farlo in modo ironico e sprezzante. Purtroppo o per fortuna i social sono il luogo dove ogni lotta di classe è appianata e dove la comunicazione avviene sullo stesso livello – ma non sullo stesso registro.

E quindi il social media manager, come il mitico maestro Manzi, può insegnare che non è mai troppo tardi. Può educare senza evangelizzare, suggerire senza imporre, mostrare cos’è la vita evitando toni paternalistici. Ripartiamo dall’ABC. E se i social, con loro lessico ormai codificato e abusato, ci stanno stretti, andiamo altrove. Cerchiamo altre terre, altri luoghi, altri modi e nuove parole.

Sogniamo un mondo in cui alla fine di ogni messaggio non ci sia più un invito a priori. 

Sogniamo un mondo in cui da una parte c’è chi racconta e dall’altra qualcuno che ascolta, capisce e risponde con quelle parole che l’utente si aspetta di leggere.

Un altro social è possibile. Basta volerlo.

Parliamo di Digital Marketing
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