lettera 33 | I contenuti guidano e creano traiettorie

Nel mondo digitale siamo tutti macchine in corsa sparate verso i contenuti.

Saltiamo da un post sui social alla notizia di cronaca, guardiamo i primi 5 secondi di un video e skippiamo via verso un video più emozionante.

Abbiamo sempre fretta e anche la lettura risente di questa continua urgenza, leggiamo poco e con approssimazione, molto e con grande frammentazione.

 

La lettura non lineare dei contenuti online

Gli schermi attraverso cui leggiamo, hanno tutte le taglie, sono sempre più piccoli, più medi, più grandi.

Leggiamo sull’autobus, in coda alle Poste, davanti al fidanzato, quando prendiamo un the con un’amica, in ogni secondo di pausa.

Siamo concentrati, siamo annoiati, siamo in ansia, siamo felici o distratti, siamo noi in un flusso di lettura che non inizia e che non finisce.

Il digitale riempie e come i peperoni si ripropone. Torna, non finisce mai, ci consegna una lettura potenzialmente infinita.

Arriviamo alle pagine che ci interessano con ogni mezzo, da una newsletter a cui siamo iscritti, da Google, da un link su un post di Facebook, ci arriviamo con tutto il nostro mondo e il nostro stato d’animo, ognuno il suo e ci aspettiamo di trovare quello che stiamo cercando.

 

I contenuti cambiano lo stato delle cose

Il compito dei contenuti sul web è quello di darci risposte e portarci a spasso.

Creano percorsi. Le parole vengono messe insieme per aiutare le persone a capire, a trovare risposte, a decidere cosa fare. Ci portano verso altre pagine, dentro un carrello, a un form di iscrizione. Ci fanno trovare quello che cerchiamo, ci rassicurano, ci raccontano cosa sta succedendo nel nostro percorso tenendoci per mano durante il nostro viaggio di scoperta.

Sono le parole che vendono i prodotti o i servizi, che danno informazioni e creano relazioni.

 

I contenuti creano esperienze digitali

Proprio per questo motivo i contenuti di un sito internet vanno progettati: devono tenere conto del contesto in cui si inseriscono, conoscere i canali che li ospitano per potenziare il loro effetto, studiare e avere ben presenti le persone che faranno quei percorsi e cosa desiderano.

Pensare contenuti è un lavoro che si articola in diverse fasi.

L’analisi: si studia il contesto in cui questi contenuti nascono e si stabiliscono gli obiettivi di comunicazione che orienteranno poi la scrittura. In questo modo le parole saranno capaci di mettere in luce le soluzioni che chi naviga sta cercando.

Si mettono a fuoco le persone a cui sono indirizzati i contenuti e si delineano i loro bisogni. Sapere a chi parliamo sarà di grande aiuto per individuare non solo i contenuti che interessano loro ma soprattutto il linguaggio e il tono di voce che utilizzeremo.

L’architettura dei contenuti: si progettano percorsi possibili che abbiano come finalità un’azione. Cosa desideriamo che facciano le persone sul nostro sito? Comprino? Ci contattino? Condividano una pagina? L’architettura dei contenuti vale per il discorso macro testuale: ma anche ogni testo all’interno della pagina ha una sua architettura. È così che l’architettura del contenuto ha una grandissima importanza perché muove la conoscenza guidando nella lettura da un punto di non conoscenza a un punto di conoscenza.

La scrittura: si sviluppa l’idea di progettazione e con l’impalcatura alla mano inizia la fase di scrittura vera e propria dei contenuti. Con questo procedimento si scrivono testi che rispecchiano obiettivi chiari che rispondono ad altrettanto chiari bisogni.

 

I contenuti sono fatti di dettagli

Quando pensiamo ai contenuti ci immaginiamo quasi sempre testi standard: un testo home, un about page, il blog. Ma contenuti sono anche le immagini, contenuti sono anche quei testi brevissimi a cui diamo poca importanza ma che sono fondamentali per traghettare le persone da una parte all’altra. I microcopy o le CTA (call to action, inviti all’azione), quello che decidiamo di scrivere nelle pagine not found / 404 o nella pagina di ringraziamento. Scrivere è questione di dettagli e nei testi brevi questa cura deve essere maggiore.

Contenuti appropriati, utili, scritti con cura definiscono scopi chiari.

Mettono al centro le persone per cui sono stati creati e fanno di una banale ricerca un’esperienza piacevole e desiderabile. 

 

Chiara