lettera 29 | Perché non siamo giovani, dinamici e leader di mercato

Quando leggo giovani, dinamici, leader di mercato, mi viene la pelle d’oca.

Quando poi trovo questi tre termini tutti nella stessa frase ok, non diciamo che succede.

E quindi voi di Caroselling cosa siete?!

Siete dinamici? NO. 

Quando leggo giovani e dinamici immagino (perché ci si aspetta che siano così) ragazzi e ragazze che corrono qua e là per l’ufficio, rapidi, veloci, attivi! Sì, ok, ma a fare cosa?

Mi spiego meglio: giovani e dinamici non significa NIENTE. Preferisco esseri umani preparati che si muovono al loro ritmo, che esigono e danno rispetto, che sono certo flessibili ma sanno esattamente quello che stanno facendo e perché. E sono contenti di farlo.

Ah allora siete smart e friendly! NO. 

Bisogna essere veloci quando serve e riflessivi quando serve. Per far comunicare al meglio il proprio cliente occorre pensiero e strategia, studio e analisi del settore, proiezione a un anno, poi cinque, e l’immagine che mi viene in mente non è un ragazzo creativo che corre fra le scrivanie urlando “e sono anche smart”! La mente richiede grande capacità di modulazione. Pause, accelerazioni, alti e bassi ma soprattutto deviazioni. La creatività si dipana soprattutto in sentieri inesplorati, guidati, va imbrigliata e sciolta, il metodo, il perché, il lavoro, perché niente è facile, niente viene dal caso.

Leader di mercato? NO.

Ecco la più grande dichiarazione di colpevolezza aziendale.

Siamo leader di mercato, o leader del proprio mercato. Quante aziende al mondo si possono davvero definire leader di mercato? Poche, pochissime, per il resto sono balle. Una considerazione a parte naturalmente merita (davvero?) l’utilizzo di questi termini abusatissimi infilati a forza in qualsiasi sito.

E quindi caro mio non siamo leader di mercato, né giovani e dinamici, né smart(ies).

Quando ci affidi la tua comunicazione, la trattiamo con rispetto, gli diamo una gerarchia di obiettivi, pensiamo prima di scrivere e prima di parlare, non ti diamo per certi obiettivi irraggiungibili, ti diciamo la verità perché la meriti, perché ci fa sentire bene e sentiamo di fare la cosa giusta. E l’unica cosa che ti diamo per certa è che ce la metteremo tutta.

 

William